Lo scopo di ogni essere vivente è di trovare e mantenere uno stato di equilibrio tale, da permettere il proprio benessere. Ognuno a modo suo è alla ricerca della felicità. Tale ricerca ci vede confusi e disorientati ed, al contempo, anche speranzosi di poter decidere cosa possa renderci veramente felici.
Le filosofie, le religioni, i modelli psicologici o la scienza offrono soluzioni non sempre soddisfacenti. A ben guardare la ‘persona alla ricerca’ desidera qualcosa di pratico da utilizzare al bisogno. Elementi che aiutino nel gestire le ondate tumultuose delle emozioni. Indicazioni che permettano di trovare la direzione per uscire dal pantano. Qualcosa che faccia emergere la propria scala di valori attraverso cui sostenere il cammino.
Per poter fare ciò, appare evidente il bisogno di serenità. Essere sereni è un valore, è la chiave di volta per costruire altro, molto altro! Sentirsi sereni e tranquilli presuppone la presenza di armonia nella persona sia rispetto a se stessa, agli altri e al mondo intero. Se ci si sente sereni non si vive con ansia o stress. Non ci si stente in competizione o si percepisce il disagio o la frustrazione. Si evita di oscillare tra depressione o eccitazione ovvero tra anoressia o bulimia emotiva. La serenità agevola la flessibilità, il sentirsi appagati, il gustare la bellezza e l’esistenza così come si manifesta. Sentirsi sereni è permettersi di conoscersi e di conoscere.
In una società che tende ad indirizzare il vivere verso un perenne combattimento degli uni verso gli altri, un processo di decondizionamento richiede un ‘lavoro interiore’. Un’attività volutamente intenzionale che progressivamente possa condurre verso la serenità.
Ne La forma dell’acqua Camilleri scrive <<“Qual è la forma dell’acqua?”. “Ma l’acqua non ha forma!” dissi ridendo: “Piglia la forma che le viene data”.>> L’acqua può assumere qualsiasi forma: liquida, gassosa o solida. La sua capacità è di essere flessibile al cambiamento. Ciò le permette di insinuarsi silenziosamente tra le rocce trasformandosi da ruscello in fiume. Predisporre l’animo umano in un progressivo divenire: significa considerare il vivere possibile, piacevole e bello. Scegliere la forma della vita dipende dalla persona. Ma anche dal suo modo di immaginare il divenire della sua esistenza.
Un limpido e quieto laghetto di montagna può essere un’immagine interiore di tranquilla serenità. Da usare nei momenti di disorientamento per ritrovare calma ed equilibrio. Non è scagliandosi contro gli eventi della vita che troviamo l’armonia.
Imparare ad esercitare dentro di sé una visione di accoglienza ed accettazione degli accadimenti può esserci utile. La vita non è né bella e né brutta. È la propria personale filosofia che la rende tale. La Psicodinamica assagioliana ci ricorda che se affermiamo che ‘la vita fa schifo’ con convinzione e per un tempo congruo, ciò sarà reale. Sviluppare immagini mentali, emozioni, desideri e pensieri è una scelta che possiamo fare costruendo o demolendo: ognuno è architetto della propria abitazione.
