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Mediante i sensi introduciamo nel cervello molteplici input. Ma tali informazioni vengono codificate ed indirizzate in modo differente in ciascuna delle aree encefaliche. Negli Ipersensibili una specifica reattività agli stimoli esterni evoca risposte diverse rispetto agli altri. Cerchiamo allora di conoscerci meglio per vivere più serenamente un cervello speciale.

EMISFERI

EMISFERO SINISTRO: memorizza sotto forma di modelli o schemi culturali costruiti, ritenendoli come verità assolute da difendere a spada tratta. EMISFERO DESTRO: analizza ogni minima sfaccettatura delle informazioni introdotte, integrandole alle acquisizioni precedenti.

Cerchiamo di comprendere meglio: osserviamo una foglia che cade dall’albero. L’emisfero sinistro va a verificare se rispetto, a ciò che è osservato, c’è un modello culturale precostituito per associarlo. Quindi il cadere delle foglie è accomunato all’autunno, al freddo, alle camminate nel bosco e così via. Ogni nostra memoria interiorizzata va a condizionare tutte quelle successive, in quanto oggetto di confronto con l’informazione precedente.

Di converso, l’emisfero destro inizierà un processo di scomposizione, di ciò che è attenzionato, con successive e molteplici associazioni libere. Emergeranno alla memoria i colori gialli e rossi delle foglie autunnali. Oppure la fatica nell’arrampicarsi su una pianta per raccogliere un frutto. O ancora, l’incontro con la persona amata in una via piena di foglie cadute. Tante immagini che richiamano desideri e sentimenti che prendono spunto dal vissuto presente.

In sostanza, l’area sinistra si adopera per dare la risposta all’informazione. Quella destra, non avendo limitazioni di sorta, inizia ad attivare associazioni innestando un processo di integrazione. Possiamo allora comprendere, perché l’emisfero sinistro è più rapido nell’evocare ciò che è già archiviato nella memoria. Mentre il lato destro è più lento. Essendo da subito impegnato a sviluppare le percezioni, a proporle coi sogni o nei momenti di pausa dell’emisfero sinistro.

EMOZIONI ED EMISFERI

Se ricevo una carezza dalla persona amata, cosa accade? L’emisfero destro si attiva immediatamente per percepire l’energia trasmessa attraverso quel gesto, cercando di rispondere adeguatamente. L’emisfero sinistro, invece. immediatamente verifica se nell’archivio mnemonico esiste un’esperienza corrispondente. Analizza se questa ha dato piacere o meno e valutandola secondo una logica di confronto con quelle già vissute. In questo modo, le emozioni sono filtrate con lenti definite dal passato e non vissute per quello che sono nel presente.

L’emisfero destro vive l’emozione nell’istante in cui è attivata, senza fare collegamenti di sorta con il passato. L’esperienza è sentita così come è vissuta in tempo reale e senza paragoni. Integrando progressivamente le informazioni attuali con quelle già sperimentate si costruisce un livello di coscienza via via più ampio ed articolato. L’emisfero sinistro, riferendosi ad esperienze già introiettate, non pone attenzione al nuovo che invece viene guardato con sospetto ed allontanato.

DIVISIONE DEI COMPITI

Apparentemente sembra esserci una divisione di compiti. L’emisfero sinistro è deputato alla elaborazione delle informazioni linguistiche matematiche, tecniche, delle regole e delle convenzioni sociali.  L’emisfero destro invece rimane libero di percepire la realtà, apprezzare la novità di ogni cosa e momento, gustare l’armonia e creare.

Si suole ritenere che è la comunicazione interemisferica che produce saggezza e libertà interiore nella persona. Ma allora si aprono vari scenari. Se si è cresciuti acquisendo condizionamenti coercitivi e ripetitivi, la persona avrà una ridotta la capacità comunicativa tra gli emisferi. Se invece ciò non si è verificato, la persona potrà usufruire delle qualità caratterizzanti ciascun emisfero in quanto disponibili.

In sintesi, attraverso l’emisfero destro viviamo le emozioni e comprendiamo quelle degli altri. La realtà che viviamo è contenuta nel lato destro, ma la conosciamo attraverso la lucida razionalità di quello sinistro.

LATERALIZZAZIONE

La lateralizzazione ovvero la dominanza di un emisfero sull’altro non è un fatto ereditario, bensì acquisito nel crescere. Da ricerche risulta essere maggiore negli uomini che nelle donne, i cui emisferi sono maggiormente interconnessi tra loro.  Quando siamo bambini cominciamo a parlare verso l’anno e mezzo o due, mentre ben prima cominciamo a camminare. Ciò perché l’emisfero destro si attiva da subito, mentre quello sinistro matura più lentamente.

L’emisfero sinistro essendo logico, procede secondo logiche lineari o per causa-effetto. Ha egemonia sul linguaggio, nominando le cose. È analitico, astratto, riflessivo e metodico.  L’emisfero destro è analogico e procede per somiglianze, differenze od analogie. È recettivo rispetto alla spazialità, ma non alla dimensione temporale. Inoltre, è sintetico ed olistico considerando le cose nel loro insieme. Presenta evidenti caratteri di intuitività, quindi in grado di trascendere gli aspetti pragmatici per rivolgersi a quelli fantastici ed immaginativi.

TANTO PER SPERIMENTARE

Per facilitare il collegamento tra gli emisferi può essere utile ricorrere a degli esercizi di respirazione. La respirazione che suggerisco ora può essere fatta in piedi o seduti e con gli occhi chiusi. L’indice e il medio della mano destra vanno posti al centro della fronte tra le sopracciglia. Il pollice va posto alla destra della narice e l’anulare sul lato sinistro.

Con il pollice chiudi la narice destra e inspira da quella sinistra. L’aria va fatta salire lungo il canale nasale fin verso la sommità, cioè il punto in cui indice e medio toccano la fronte. Quando l’aria ha raggiungo la cima aprite la narice destra togliendo il pollice e chiudete la narice sinistra con l’anulare. L’aria si espira lungo il canale nasale di destra.

Alternando apertura e chiusura con pollice ed anulare si attivano con inspirazione ed espirazione entrambi i canali. L’esercizio si ripete più volte alternando il processo respiratorio in entrambe le narici. Ottima pratica per portare calma e serenità interiore.

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