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PATTO DI FIDUCIA E LA SUA DANZA

Cosa è la fiducia? Mi posso fidare? Quali sono i confini della fiducia? Dare una risposta è complicato. Quando accordiamo la fiducia riconosciamo all’altro un potere, una sorta di delega che ci espone al tradimento. La fiducia è fondamentale per poter sopravvivere, ma è contemporaneamente qualcosa di molto rischioso. Quando decidiamo di fidarci iniziamo una sorta di danza tra me e l’altro. È un movimento, anche inconscio, per negoziare la relazione in quanto atto di cura reciproca.

UN PO’ DI ETIMOLOGIA

La fiducia deriva dal verbo latino fido. L’etimologia rimanda al significato di riconoscere a qualcuno il potervi fare affidamento sicuro. Il termine fiducia, però, può anche inglobare il verbo COMMENDO (affidare, dare in custodia) e il sostantivo latino CURA. Se li consideriamo nell’accezione del donare qualcosa a qualcuno, ci si pone nella speranza di potersene prendere cura con premura, quindi con fiducia.  Per cui l’atto di fiducia è un atto di cura che genera vicinanza, trasformazione, autonomia e responsabilità. L’atto di fiducia diventa, allora, patto di fiducia.

ATTO DI FIDUCIA

La fiducia è una scelta che trova le radici in un patto reciproco più o meno esplicito. Se non ci fosse fiducia la società sarebbe paralizzata. Credere che il treno arrivi in stazione all’ora indicata è un atto di fiducia. Il neonato affidandosi alla madre le riconosce profonda fiducia. Se entrambi accordiamo all’Altro lo stesso sentimento, compiamo un atto di fiducia individuale verso la controparte. Il reciproco riconoscimento, quindi, ci permette di dare vita ad un patto di fiducia.

PATTO DI FIDUCIA

Se non ci fosse fiducia nessuno di noi potrebbe sopravvivere senza angoscia o terrore quotidiano. La scelta si trasforma in un patto di fiducia in cui entrambe le parti si impegnano reciprocamente. Una speciale volontà che irradia forza e che trasforma il senso di debolezza e limitatezza. È il poter fare riferimento all’Altro per sopravvivere e per ‘sentirsi meno vulnerabile’.(per approfondimenti)

La fiducia ci sostiene, ma nello stesso tempo ci rende più fragili e dipendenti. La fiducia può essere tradita. Se riflettiamo è la persona a cui riconosciamo fiducia che ci può tradire. È l’amico che tradisce, il compagno o la moglie che tradisce oppure il partigiano rispetto ad un ideale. Alla base della relazione di fiducia c’è la possibilità che ci sia tradimento ed infedeltà. Proprio perché quel rapporto si fonda sulla fiducia, chi accorda fiducia si espone alla delusione del tradimento.

IL TRADIMENTO

Il tradimento definisce la nostra vulnerabilità. È l’esserci resi vulnerabili, magari anche dinnanzi ai tanti segnali dell’inaffidabilità. Quando diamo fiducia riconosciamo un valore positivo alla persona e alla relazione. Desideriamo profondamente di poterci lasciar andare in sicurezza, tanto da non vedere nulla. Ma accettando il rischio di scoprire che l’altra faccia della fiducia è la disillusione.

La fiducia è generativa di un qualcosa che è produttivo: dando fiducia ci si affida e si scommette sull’altro. Nello specifico si scommette sulla capacità dell’altro di mostrarsi degno di fiducia. Mentre in colui che riceve fiducia si genera il desiderio di dimostrare che è all’altezza di un così grande onore. È una danza che può durare un tempo dato, ma non è un tempo eterno. Presto o tardi la faccia nascosta della fiducia si mostra attraverso il disincanto, frantumando il patto di fiducia.

LA SECONDA FACCIA DELLA MEDAGLIA

Siamo consapevoli che dare fiducia non significa esentarsi dal tradimento. Riconoscere fede in Dio, è riporre fiducia in una entità onnipotente che per logica non può tradire. Ma accordare fiducia ad una persona, a sua volta vulnerabile e fallace, è una scommessa. Se gli riconosco fiducia mi pongo in una condizione di dipendere dalla sua buona volontà nei miei confronti. Posizione, questa, che espone al tradimento, quindi alle ferite che nascono dall’infrangersi del patto di fiducia.

Pertanto, fidarsi è affidarsi alla disponibilità dell’Altro e alla speranza di evitare l’illusione. Ovvero supporre che l’Altro è incapace di deludermi. Non bisogna confondere la fiducia cieca che è tipica del bimbo: lui dipende in tutto e per tutto dagli adulti di riferimento. La fiducia dell’adulto è un processo che si impara facendo esperienza, quindi diventando autonomi. Questa è una fiducia che non esclude l’abbandonarsi alla volontà e benevolenza altrui ma accetta consapevolmente la vulnerabilità a cui ciò espone. Per costruire, nel frattempo, un patto di fiducia con sè che è pietra miliare per vivere la fiducia con pienezza.

(per approfondimenti)

AUTOSTIMA SI INTRECCIA CON LA FIDUCIA

 

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