Quando faccio una passeggiata e do attenzione al corpo e alla sua risposta allo sforzo, alle emozioni provate e ai sentimenti che emergono sono in contatto con me nel ‘qui ed ora’. Quando sento, io sono! Perché così come io sento, nessuno sente. Io sono unico e sono me stesso. Questa non è una conoscenza, ma un’esperienza che da sé trasmette autostima.
Per essere se stessi una via importante è quella che passa per il corpo. Il corpo è una via privilegiata per giungere alla fiducia in sé, ma anche per una maggiore apertura alla vita. Il corpo è uno strumento per la realizzazione umana: è un barometro che indica lo stato interiore della persona.
Una persona insicura la si nota dal corpo. Si appoggia a qualcosa, non abbandona liberamente le braccia, il camminare può apparire incerto e titubante. Se c’è paura la testa affonda tra le spalle quasi a nascondersi. È un po’ come se fossero prive di un centro di un senso di stabilità Se una persona di mette in piedi e chiude gli occhi, questo stare in piedi può aiutare a percepire il grado di fiducia in se stessi.Tuttavia il corpo non è solo il barometro, ma è anche strumento per l’auto realizzazione. Infatti, è possibile esercitare mediante il corpo e nel corpo degli atteggiamenti interiori atti a modificare l’immagine insicura che si vive.
ESERCIZIO di Visualizzazione Creativa
Immaginate di stare fermi in piedi, come un albero, con le radici profondamente radicate nella terra. State bene qui, sentite di essere ben saldi ed il baricentro si trova perfettamente tra i due piedi. È possibile percepire ciò, oscillando avanti ed indietro, a destra e a sinistra. Sentite di essere stabili proprio come un albero e non come un palo di cemento.
Poi immaginate come il respiro, al momento dell’espirazione, scorra attraverso il corpo fino alla terra. E al momento dell’inspirazione scorra dalla terra fino sopra la testa verso il cielo. Sentite di essere davvero un albero, che sotto è ben radicato e sopra schiude la sua chioma al cielo.
Se ciò viene praticato per un tempo sufficiente, la fiducia può crescere. Si possono pronunciare interiormente frasi come: “So stare in piedi. Sono con i due piedi ben saldi a terra. Ho un punto fermo e stabile. Posso rendermi responsabile per me, per qualcosa. Sto con me stesso, sto in me!”
Questo esercizio è utile per trasferire la percezione di sé dalla testa, che non aiuta a credere in se stessi, al cuore, che aiuta nel percepirsi e sentirsi più fiduciosi. Ovvio che questo non è un dono che si dona una volta e basta. La fiducia va coltivata con costanza e pazienza. Riuscire a stare in Hara (visione di centratura per gli Orientali) significa ‘essere ben piantati’. È una posizione di permeabilità: mi appoggio a me e contemporaneamente mi appoggio all’Essenza che c’è i me. In questa apertura c’è una profonda sicurezza che viene dalla convinzione che non si è soli, ma che c’è un’Energia più grande.
In sostanza, attraverso il corpo è possibile far entrare la fiducia in noi. Il processo è lento chiede pazienza. Soprattutto, perché il corpo non si fa ingannare, non lo possiamo usare solo per sviluppare maggiore fiducia. Il corpo ci costringe ad essere onesti. Stare in Hara significa essere permeabili per ciò che è più Grande.