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Sono diversi anni che affianco la Floriterapia al Counseling. La consulenza ha lo scopo di individuare i fiori giusti per la persona. In quanto Counselor professionista l’ho articolata come una relazione d’aiuto. Il rapporto è tra due persone, da un lato, c’è una figura professionale e, dall’altra, una persona portatrice di un problema specifico.

L’attività svolta fino ad ora, mi ha permesso di individuare alcuni step che, a mio avviso, caratterizzano la consulenza offerta dalla Floriterapeuta per la determinazione del mix personalizzato. Aspetti che riassumo nei punti seguenti:

DEFINIRE IL PROBLEMA

sono convinta che conoscere il motivo per cui si agisce è fondamentale per la persona. Sapere il perché è arricchente sia per un rapporto sano con la professionista che con sé stessi.

Quando incontro una Cliente sono sempre attenta ad individuare il disagio che l’ha portata in studio. Non sempre questo si palesa subito. Ci sono delle ritrosie o paure che si camuffano dietro a dei dettagli. Ma un ascolto attivo e una riformulazione attenta aiutano lo svelamento della difficoltà che si desidera superare.

Attraverso la consulenza, che concretizzo secondo i canoni del counseling, si ricercano i fiori e, al contempo, si fa emergere lo stato d’animo che si vuole affrontare. Parlarne assieme, individuarlo e renderlo palese è un punto di partenza. Utilissimo, a mio avviso, per attivare un reale processo trasformativo mediante l’assunzione dei fiori di Bach.

Penso che la floriterapia è efficace laddove si maturi un certo livello di consapevolezza nella persona. Condividere il problema, focalizzarsi sugli aspetti non visti -o che non si volevano cogliere- è uno step necessario. Allo scopo di attivare anche un processo di auto-formazione.

Individuare il motivo è utilissimo per ricercare il problema, ma anche per verificarne i progressi e gli effetti nel tempo. Infatti, quando la Cliente ritorna è possibile analizzare cosa è cambiato.

Per chi decide di individuare i fiori in autonomia, invito ad essere sinceri con se stessi. La sincerità è indispensabile. Se un fiore a livello cognitivo è rifiutato, perché si pensa sia sbagliato, forse è meglio fermarsi e rifletterci. Per scoprire, magari,  che si ha proprio bisogno di quella vibrazione energetica.

POCHI OBIETTIVI PER VOLTA

Il mix che viene individuato durante la consulenza è auspicabile non contenga più di 6/7 essenze. Ponendo in tal modo le basi per un’azione coordinata della composizione.  Anche perché i fiori agiscono sulle vibrazioni energetiche, assumere un mix con moltissimi fiori si potrebbe rallentare un processo trasformativo.

Porre le giuste domande attraverso cui evocare un disequilibrio fisico-energetico-spirituale è indispensabile. Fare attenzione anche alla comunicazione non verbale e paraverbale è di supporto per fare leva a delle ritrosie difensive. Usare gentilezza, comprensione ed ascolto empatico agevola un processo di apertura della persona al vero problema.

Riuscire ad oltrepassare le apparenti difficoltà che nel racconto si ‘mettono in mezzo’ è una dinamica che spesso si presenta. Sta alla professionista focalizzarsi sui problemi emotivi per accostarsi il più possibile al nucleo. Ovviamente questo processo di avvicinamento deve essere progressivo e rispettoso dei ritmi e tempi della Cliente.

VALUTAZIONE SUCCESSIVA

La terapia floreale è un processo dinamico. Si può esaurire in un solo incontro, ad esempio, se si deve superare un esame universitario o un colloquio di lavoro. Si può articolare, di converso, in una serie di incontri concordati tra professionista e Cliente.

Normalmente quando la Cliente ritorna dedico un po’ di tempo alla valutazione della situazione. Spesso pongo delle domande che hanno come scopo far emergere il potenziale cambiamento. Spesso tali richieste aprono ad un racconto che consapevolizza la persona di quanto accaduto dall’incontro precedente.

Ciò che mi stupisce piacevolmente è che la trasformazione è già accaduta. Ma la persona se ne rende conto quando è sollecitata alla riflessione. Ecco perché descrivo i fiori di Bach come una ‘mano gentile con cui camminare’. Una sorta di madre amorevole che ci tiene per mano senza essere mai invasiva, strattonare o abbandonare. È lì, ci rassicura e ci lascia al contempo liberi di essere.

È come se i fiori di Bach ci accompagnassero verso l’altra sponda senza farci sentire in colpa, di peso o degli incapaci. Insomma, non c’è giudizio ma c’è solo sostegno. Il ‘ritrovare’ l’equilibrio fisico ed emozionale non è sentire una voce urlante, ma una melodia che ci allontana dal dolore e dalla sofferenza vissuta.

DOSI MINIME CONSIGLIARE

La posologia standard dei fiori di Bach è di 4 gocce sublinguali, almeno 4 volte al giorno; nei bambini può bastare 2 o 3 somministrazioni giornaliere. Per le persone che pongono obiezioni in merito a questa prassi, invito a mettere tutte le gocce in una bottiglietta di acqua da mezzo litro e berla durante la giornata.

Già dopo circa due settimane dall’inizio dell’assunzione si possono cogliere i primi cambiamenti. Se capita di saltare qualche volta, si può proseguire senza compensazioni. Se si dimentica di assumerle o si perde la boccetta significa che quel mix ha già esaurito il suo compito o c’è un meccanismo di rimozione o negazione in atto.

Non c’è da stupirsi di questo, i meccanismi di difesa hanno come scopo ‘proteggere’ la persona. Ma ciò che li attiva, in taluni momenti della vita, può essere propizio oppure, in altri, possono diventare una opprimente ‘gabbia dorata’. Ciò spiega anche perché è utile ricorre ad una professionista in grado di gestire tali situazioni.

CHIEDERE UNA CONSULENZA

Bach invita tutti ad imparare ad individuare autonomamente i fiori. Uno degli aspetti piacevoli del metodo è la grande libertà riconosciuta alla persona. Consiglio spessissimo alle mie Clienti è di tenersi una boccetta di Rescue Remedy in borsetta. Combinazione che è utilissima in tutte quelle situazioni in cui ci si sente sopraffatte dai problemi e si pensa di non poter fare nulla.

Sono anche consapevole che non sempre l’autoterapia è la strada migliore. Ricordo, prima di diventare Floriterapeuta, le ‘lotte intestine’ vissute con alcuni fiori, perché non accettavo quelle valenze distoniche su di me. Procedere in autonomia necessita di un buon livello di conoscenza di sé e di obiettività rispetto allo stato d’animo disarmonico.

Può essere utile, di converso, ricorrere ad una consulenza professionale per garantirsi una ‘visione esterna’, quindi più distaccata. La scelta di combinare, come già accennato, la Floriterapia e il Counseling nasce dall’esperienza maturata nel sostenere le persone quando decidono di intraprendere un percorso più articolato.

Non di rado si stabilisce assieme di lavorare su una specifica emozione per accorgersi che ci sono diversi strati da attraversare per realizzare il benessere desiderato. La professionista non è che una semplice facilitatrice. Poiché, lo scopo è raggiungere la piena autonomia anche dall’uso dei fiori di Bach.

per approfondire

COMBINAZIONE DI FIORI DI BACH: #affrontolemiepaure

COMBINAZIONE DI FIORI DI BACH 2 – #sonociòchesono

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