È assolutamente fisiologico che le relazioni vivano momenti critici. Non si può avere la stessa sintonia relazionale con tutti. Se la relazione deteriorata ci impedisce di raggiungere i nostri obiettivi o mina il clima in cui si vive, è il caso di analizzare la relazione. Perché il rischio è che ogni confronto o dialogo diventi occasione per mettere in scena il conflitto. Magari sotto forma di pretesti e di lotte sottotraccia che danneggiano progressivamente il rapporto ed inquinano l’ambiente circostante.
È molto importante mettere in discussione la relazione e conoscere cosa deteriora il rapporto. Quando il bisogno di chiarire è sentito, allora è il momento di discuterne apertamente. Ovviamente è una cosa scomoda! Non siamo abituati a farlo. Non siamo abituati a mettere sotto il riflettore una relazione. Spesso si teme di sentirsi a disagio, incompresi o rifiutati. È assolutamente normale, è una condizione che possiamo aspettarci.
Il miglior modo di cominciare, se c’è intenzione di farlo, è iniziare con una domanda rivolta direttamente alla controparte. Qualcosa del tipo: “Sento il bisogno di chiarire insieme a te alcune cose che sono successe tra noi negli ultimi tempi. Saresti disponibile a ritagliarci un momento per parlarne assieme?” Questa domanda lascia all’interlocutore la libertà di scegliere. È generalmente, un buon modo per cominciare un discorso del genere. C’è di base il rispetto nei confronti dell’altro che può rispondere sì oppure no.
Ricordiamoci sempre che noi possiamo controllare il nostro comportamento, ma non quello altrui. Tendenzialmente di fronte a una domanda posta in tal modo, è possibile, anzi probabile che l’interlocutore curiosamente dia la propria disponibilità. Il dialogo, auspicabilmente chiarificatore, potrà a questo punto avere inizio.
Può essere utile ricordare il Modello OSBR per gestire le situazioni di sequestro emotivo, ottima forma di comunicazione non aggressiva e non violenta. In sintesi: O = OSSERVAZIONE il più possibile oggettiva. Cos’è accaduto? Quali i passaggi salienti che hanno deteriorato la relazione?. S = SENTIMENTI che vanno esplicitati in prima persona senza puntare il dito sull’altro. Cosa ho provato in quella situazione? Perché ciò mi ha fatto sentire male? Chi parla può cogliere l’opportunità di esprimersi in prima persona evitando accuse o giudizi. B = BISOGNI che possono essere esplicitati. Quali sono i miei bisogni? Ad esempio, il bisogno di fiducia, di poter contare sull’altro, di appartenenza, di accudimento, di ascolto … ovviamente ciò significa entrare in contatto con sé stessi e con i propri bisogni. R = RICHIESTA che è un modo per aprire una discussione,per mettere sul piatto un’aspettativa. E si chiude sempre con una domanda, affinché anche l’interlocutore abbia la possibilità di dichiarare quali sono i suoi bisogni.
È in questo spazio che parte il processo di negoziazione. La negoziazione ha come scopo di capirsi un po’ meglio e di ristabilire un’igiene relazionale. Ciò non significa che sicuramente si diventerà amici. Ciò comporta offrirsi reciprocamente la possibilità di migliorare la convivenza.