Il diario di viaggio che l’Autrice ha condiviso con chi legge, è il viaggio alla scoperta ed accettazione della propria alta sensibilità. Un cammino verso se stessa per essere compresa, amata per chi veramente si è, e perdonata per non essere quella che altri ‘volevano fosse’.
CHI SONO
Già nelle prime pagine interessante è l’accento posto sul suo nome: Anna Maria, il suo nome di battesimo, e Anna, il nome che la rappresenta. La scelta di essere semplicemente Anna, è il frutto di un processo di accettazione della propria parte sensibile, imperfetta, pasticciona. Ma essere anche spontanea, felice, emotiva e bisognosa di un abbraccio amorevole. Trasformazione che la porta ad affermare “Sono Anna e non mi vergogno, anzi sono fiera, di essere una persona sensibile”.
CONTINUANDO A LEGGERE…
ovvero consultando l’indice si scopre che partendo dall’infanzia l’Autrice ha inteso, raccontandosi, di porre particolare attenzione ad aspetti specifici della persona ipersensibile. I vari capitoli del libro spaziano tra diversi temi come Amicizia, Sofferenza, Corpo, Cuore, Vita, Sentire e vari altri che vale la pena di leggere.
L’aspetto curioso è che per ogni capitolo si è scelta una ricetta, degli aforismi e dei suggerimenti attraverso cui approfondire il viaggio nella propria interiorità. Ad esempio per l’Infanzia la ricetta dei gnocchi di patate della nonna diventa una tour nei ricordi. In questo vagabondare emerge la figura della nonna paterna: ‘un tipo tosto’ che sapeva essere anche allegra. Nel capitolo Vuoto, affrontando il tema della depressione, la ricetta Cappuccino di zucca con cuore di gorgonzola e aria di rosmarino diventa lo spunto per “dipingere questa sensazione di vuoto e renderla un po’ più reale”.
SPIRITUALITA’
In Spiritualità cita Papa Francesco che ci ricorda che “L’anima è una specie di barca a vela, lo Spirito Santo è il vento che soffia nella vela per farla andare avanti, gli impulsi e le spinte del vento sono i doni dello Spirito. Senza la sua spinta, senza la sua grazia, noi non andiamo avanti”. Si prosegue riflettendo sul personale rapporto con Dio che si è progressivamente modificato, man mano è maturata l’accettazione della propria alta sensibilità (per approfondire).
Termina con la pappa al pomodoro, di cui racconta la storia da quanto questo frutto è stato importato in Europa da Cristoforo Colombo. Per concludere con una Meditazione ed una preghiera a cui dedicare un po’ di tempo per rallentare e respirare profondamente.
EMPATIA
In Empatia, Roberto Saviano ci dice che “Empatia è una parola bellissima, significa sentire la felicità e il dolore dell’altro, sentirlo nella propria carne, nella propria persona”. Questo aspetto dell’ipersensibilità permette di essere l’amica confidente di molti, anzi moltissime persone. Una caratteristica che permette a chi la possiede di essere utile offrendo una spalla su cui piangere o buone orecchie per essere ascoltati.
L’aspetto negativo è che rischiamo di cadere nell’illusione di credere di sapere tutto dell’altra persona ovvero di conoscere cosa sia bene per lei. Cercando, quindi di ‘sistemare’ l’altrui vita secondo la nostra visione interna. Ciò significa invadere lo spazio personale di chi ci chiede aiuto, correndo il rischio di “trasformare un tratto positivo in qualcosa di negativo, quasi arrogante.” (per approfondire)
Altro fraintendimento sorge quando si è giudicate fredde o distaccate ovvero delle persone ‘con la puzza sotto il naso’. Solo perché prima di farci avvicinare scrutiamo, studiamo, mettiamo alla prova l’altro per capire se ci si può fidare o meno. Atteggiamento che può essere infranto quando, sentendoci molto in sintonia, ci si apre all’altrui sofferenza senza porre nessuna protezione.
FELICITA’
Qui è Pablo Picasso che apre il capitolo affermando “Il senso della vita è quello di trovare il vostro dono. Lo scopo della vita è quello di regalarlo”. La Felicità è un argomento difficile per chi è altamente sensibile, tanto da temere anche solo di parlarne. Spesso il tentativo di nascondersi, di rifiutarsi, perché troppo sensibili apre la porta alla solitudine. Ma se si impara a permettersi di non essere una persona sbagliata e fuori luogo, si può allora fare un primo passo verso la felicità. Se si accetta di essere semplicemente una persona datata di particolari capacità, che possono essere usate per sè e gli altri, ci predispone a ‘conoscere la felicità’. L’esortazione è di lasciare semplicemente che la felicità avvenga senza vergognarsi o limitarsi . Ovviamente la ricetta abbinata è un dolce: cioccobanana muffin.
IN SOSTANZA,
ciò che lascia la lettura di questo libro è la leggerezza con cui l’Autrice narra del proprio vissuto da ipersensibile. Evidente è la propositività di vivere questo dono non solo vedendo la faccia piangente della medaglia, ma anche quella sorridente.
Trapela in ogni pagina la consapevolezza che il processo di accettazione è un percorso dinamico verso se stessi. È un procedere attraverso cui imparare a mettersi al primo posto e a conoscere bene i propri confini. Per scegliere di dire con semplicità che si vuole ‘essere lasciati in pace’ un po’ solo per rigenerarsi, e non perché si arrabbiati. Imparare inoltre, a vivere armoniosamente il rapporto col proprio corpo e con le proprie percezioni. Smettendo di voler ‘spegnere il proprio cervello’ in modo da vivere serenamente, acquisendo modalità per pacificarlo.
La lista potrebbe essere lunga, ma la semplicità e la pienezza del racconto trasmette una visione ottimistica che aiuta a vivere bene l’essere ipersensibili. Inoltre, i tanti suggerimenti e consigli abbinati a varie ricette rendono la lettura piena si spunti concreti. Utili per chiunque, ed in particolare per chi è una Persone Altamente Sensibili.