Fin dall’alba dei tempi o dall’infanzia, la paura è una delle emozioni più forti e sicuramente la più provata. Dalla paura di essere soli a quella del buio, dalla paura degli insetti a quella dei luoghi affollati. Le paure sono tante quante sono le persone o gli eventi che possono accadere.
Ogni persona, infatti, prova paure specifiche che hanno a che fare con il suo carattere e la sua storia personale. Spesso le paure si modificano nel corso del tempo e la società ne produce di nuove. Una volta gli animali selvatici erano causa di paura. Oggi le nuove minacce sono costituite, ad esempio, da virus come il Covid-19 o dalle azioni terroristiche.
FUNZIONI PSICHICHE DELLA PAURA
Il motivo ha a che fare con il suo forte legame con la nostra stessa sopravvivenza. La funzione principale della paura è quella di avvertirci di una minaccia. Inducendoci ad assumere atteggiamenti che ci permettono di sopravvivere. Ricordando il meccanismo tipico di risposta emozionale, fight or flight: mentre la collera ci attiva al fight=attacco, la paura ci predispone al flight=fuga.
L’altra funzione è la sottomissione, infatti la paura ci programma anche a comportamenti adattativi. favorendo l’ordine sociale mediante formazione di gerarchie di potere o di regolazione sociale. Il processo educativo incentivando la “socializzazione” agisce spesso sui meccanismi della paura. Per comprendere ciò ci possiamo rifare alle fiabe: sono piene di streghe, uomini neri, mostri e figure del male.
Attraverso le fiabe la società insegna ai bambini quali sono i limiti e i tabù che non possono essere superati. Ad esempio, insegnano la paura dell’ignoto (il bosco da attraversare), a rispettare le regole condivise (non uscire dal villaggio), ecc. Oggi questa stessa funzione è assolta dal cinema e dalla televisione coi film, i tele- film e i cartoni animati. Fiabe moderne che, almeno nella loro funzione educativa, sono rivolte ai membri della società per favorire la condivisione dalle regole sociali stabilite.
TRA SPAVENTO E SOTTOMISSIONE
Questa duplice natura della paura, da una parte, la sorpresa legata ad un evento inaspettato genera lo spavento. Mentre, dall’altra, con l’accettazione delle regole o delle gerarchie sociali è veicolata la sottomissione. È molto importante tenere conto di questa ambivalenza. Nel mondo del lavoro, ad esempio, la vera paura non è quella legata a una minaccia esplicita per la propria sopravvivenza. Ma più spesso quella relativa ai meccanismi di potere e di sottomissione.
Ognuno di noi sperimenta una diversa intensità dell’emozione della paura. Infatti, ciò che impaurisce qualcuno è fonte di divertimento per qualcun altro: gli sport estremi, appassionando alcuni e terrorizzando altri, non sono che un esempio.
IL PROCESSO EMOZIONALE DELLA PAURA
La paura è caratterizzata da un processo emozionale un po’ diverso rispetto alle altre emozioni. Infatti, ciò si verifica in termini di meccanismo di valutazione e di preparazione all’azione. Innanzitutto, può essere utile fare una distinzione nelle tipologie di eventi generatori di paura per poterla meglio gestire. La paura è generata da:
- persone o eventi, provenienti dal mondo esterno; ad esempio, abbiamo di fronte una persona che ci minaccia o non abbiamo preparato il nostro intervento per un lavoro importantissimo;
- pulsioni o altre emozioni, provenienti dalla nostra psiche; ad esempio, siamo terrorizzati all’idea di fare brutta figura con una persona che ci piace o di fallire nel progetto su cui abbiamo puntato tutto.
Questa semplice distinzione tra le due principali fonti di paura ci permette di distinguere, da subito, qual è l’eventuale intervento di auto supporto psicologico. Infatti, nel caso dell’evento esterno l’attività di aiuto dovrà essere orientata al problema, nel caso dell’evento interno sarà orientata all’emozione
Se non sono gli eventi emotigeni a influire sulla paura provata, è chiaro che tutto dipende dal processo di valutazione a livello psicologico. Per alcuni vedere un ragno può essere fonte di terrore, per altri può tranquillamente non significare nulla. In genere, la prima valutazione riguarda il livello di minaccia che l’evento rappresenta: ogni cosa può costituire un antecedente emozionale alla paura.
IL CONTESTO
Trovare un ragno in una foresta tropicale è ben diverso che trovarselo in casa. Eppure, per molte persone, anche questa seconda situazione costituisce un motivo di paura. Pertanto, nel caso della paura la valutazione del contesto ha un valore più alto.
Nel processo emotivo della paura alcuni stimoli bypassano il processo valutativo, condizionando immediatamente la reazione fisiologica. Va ricordato che i meccanismi legati alla paura si attivano quando è messa in gioco la sopravvivenza dell’individuo. Gli stimoli prodotti da un evento attivano immediatamente il corpo, prima ancora che il processo valutativo sia compiuto.
COMPITO DELL’ADRENALINA
È il caso del tipico sobbalzo da spavento. È una vera e propria iniezione di adrenalina che il corpo preventivamente fornisce, per essere pronti a reagire. Questo processo è poi in grado di influenzare la valutazione successiva dell’accaduto. Infatti, nel considerare la situazione la psiche si rende conto di provare già paura. Arrivando, solo al termine di questo processo, alla comprensione conscia della minaccia con il corpo già preparato all’azione.
Il risultato della valutazione consiste nello scegliere la strategia di reazione migliore. Questo sistema di attivazione aprioristica aiuta il processo valutativo creando quella che si chiama tunnel vision. Una modalità reattiva indirizzata a focalizzare le risorse cognitive sul problema, per aiutare il nostro corpo a fuggire dalla minaccia.
ESPRESSIONE FACCIALE
L’espressione facciale della paura è assolutamente tipica e facilmente riconoscibile. Infatti, la bocca è semiaperta con gli angoli verso il basso per favorire la respirazione. Gli occhi aperti e fissi hanno le sopracciglia avvicinate con la parte più interna rivolta verso il basso. E la fronte è aggrottata.

Ma è soprattutto il corpo a predisporsi in modo più deciso rispetto ad altre emozioni. Le reazioni tipiche caratterizzano sia il genere umano che quello animale:
- reazione di fuga: tutto il corpo si prepara alla fuga, con tensione muscolare e battito cardiaco al massimo livello;
- reazione di paralisi: tutto il nostro sistema biochimico si blocca nel tentativo di nascondersi alla minaccia; in caso di blocco molto violento si può arrivare allo svenimento.
per approfondire: EMOZIONE PRIMARIA: LA TRISTEZZA EMOZIONE PRIMARIA: LA RABBIA