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La personalità è, assieme a razza e genere, uno degli aspetti che condizionano l’esistenza. La Cain ci parla di personalità dal punto di vista introverso-estroverso. Conoscere qualcosa in più in merito aiuta a comprenderci. Rispondendo a domande riguardanti le scelte in termini di amicizia o partner. Ma anche sul modo in cui dialoghiamo, risolviamo i conflitti, mostriamo affetto o facciamo le scelte di lavoro. Come anche l’ imparare dai propri errori, differire la gratificazione, essere buoni leader o riflettere prima di agire.

Recenti studi uniti e la risonanza magnetica funzionale hanno aperto nuovi orizzonti nella psicologia della personalità. Rielaborando ed approfondendo gli studi sui tipi psicologici di da Carl G. Jung e pubblicati nel 1921. Si deve ad Elaine Aron, verso la fine degli anni ’90, la rilevazione che molti introversi sono anche Persone Altamente Sensibili (PAS). Anche se non è detto che un introverso sia un PAS, pur essendovi molti elementi che li accomunano.

IL SUD E IL NORD DEL TEMPERAMENTO

Nel secolo scorso si è assistito, nel mondo occidentale,  al passaggio da una ‘cultura del carattere’ ad una ‘cultura della personalità’. Nella cultura del carattere l’ideale era la serietà, la disciplina e l’onore della persona. Non era fondamentale impressionare il pubblico, erano rilevanti i comportamenti privati. Il culto della personalità, di converso, si è focalizzata sull’immagine che si trasmette agli altri.

Il bisogno di apparire padroni di sé, intraprendenti, aperti alla socialità è più importante delle buone maniere, pacatezza e riflessività. La pressione sociale indotta dal doversi mostrare ‘sempre sicuri’ portò anche la psicologia ad occuparsene. Gordon Allport parla di “ascendenza-sottomissione” per misurare il grado di dominanza sociale.  Jung elabora i termini Estroverso ed Introverso. Alfred Adler introduce il concetto di ‘Complesso di inferiorità’ quale senso di inadeguatezza..

PERSONALITA’ E TEMPERAMENTO

La dominanza di una società che considera vincente chi ‘sa vendersi’ senza mai mostrare ansia ha prodotto molti squilibri. Tant’è che circa il 25% della popolazione USA è colpita da ‘disturbi di ansia sociale’.  Ma prima di addentrarsi nel tema del libro della Cain, è necessario fare alcune puntualizzazioni.

Innanzitutto, porre l’accento sulla differenza tra personalità e temperamento ci può aiutare a comprendere alcuni contenuti su ereditarietà ed ambiente. Il temperamento è lo schema comportamentale ed emotivo innato, quindi ci appartiene da subito. Si fa riferimento ad un dato biologico, osservabile dalla nascita. La personalità è quello specifico mix che emerge dopo aver aggiunto gli influssi culturali e le esperienza personali. Con una immagine: il temperamento sono le fondamenta della casa e la personalità è l’edificio.

INTROVERSO ESTROVERSO

La Cain ci spiega come la società è stata modellata su logiche basate sulla personalità. Sottolineando che tutto ciò ha soffocato la creatività, il lavoro in autonomia e la solitudine quali fattori di catalizzazione dell’innovazione. L’estroversione e il multitasking nel lavoro, il pensiero di gruppo e la dovuta socialità ha trasformato il mondo. Producendo conseguenzialmente  difficoltà per tutti coloro che presentano i caratteri dell’introversione.

Gli introversi non sono necessariamente timidi, preferiscono ambienti in cui non ci sono stimoli eccessivi. Il timido, poiché sopraffatto dalla paura dell’umiliazione o riprovazione sociale,  tende a tacere. Un introverso rimane in silenzio semplicemente perché o è bombardato da un eccesso di input oppure  sta riflettendo. A differenza gli estroversi sono particolarmente loquaci e la socializzazione è, per loro, una vera a propria necessità. Amano inoltre, le novità e le sfide, oltre ad avere una risposta rapida in ogni situazione.

Gli introversi tendo a concentrarsi su uno o pochissimi compiti per volta. Riuscendo in tal modo ad impedire “la dispersione delle energie in dinamiche estranee legate alla socialità o alla sessualità”. Tendono ad isolarsi di tanto in tanto perché devono rigenerarsi ed armonizzarsi. Aspetto sconosciuto dagli estroversi che invece si ‘attivano’ stando in gruppo e condividendo idee e spazi senza difficoltà. In una società caratterizzata dal culto della personalità, questi ultimi appaiono più disinvolti, quindi dei ‘vincenti’.

NUOVE TIPOLOGIE UMANE

Purtroppo in questa sede mi limito ad indicare alcuni aspetti di introversione ed estroversione. Evidenziandosi, attraverso molti studi in decenni di ricerche, ulteriori tipologie  anche grazie la risonanza magnetica funzionale. Infatti, ad esempio dagli studi di Jerome Kagan sono stati associati agli introversi il temperamento degli ‘altamente reattivi’. Per giungere verso la fine degli anni ’90 al lavoro di Elaine Aron. La psicoterapeuta ricercatrice americana ha riconosciuto negli ‘altamente reattivi’ il temperamento degli ‘altamente sensibili’.

ALTAMENTE REATTIVI

Kagan, psicologo dello sviluppo ad Harvard, studiando la relazione tra ereditarietà ed ambiente giunse a scoperte inattese per l’epoca. Infatti, rilevò che circa il 20% dei bambini, rientranti nello studio condotto, erano ‘altamente reattivi’ agli stimoli esterni. Mentre il 40% rimaneva placido e tranquillo ed il restante 40% teneva un comportamento intermedio. L’ipotesi di Kagan fu di supporre che gli ‘altamente reattivi’ avrebbero avuto maggiore probabilità di trasformarsi in adolescenti introversi.

Questi bambini vennero poi seguiti negli anni dal team di Kagan. Il primo gruppo si rivelò più silenzioso e riflessivo degli altri due gruppi. Risultando  introspettivi  ed osservatori, affezionati ed affettivi, inclini alla preoccupazione ed amanti dell’apprendimento solitario. Scegliendo da adulti la via dell’intelletto, come ipotizzato da Kagan.  Mentre, quelli a bassa reattività dimostrarono una maggiore tendenza a diventare rilassati e sicuri si sé. In sintesi, alta e bassa reattività tende a corrispondere a introversione ed estroversione da adolescenti e da adulti.

SISTEMA NERVOSO REATTIVO

Ulteriore elemento fu la rilevazione della significativa sensibilità del sistema nervoso dei bambini ‘altamente reattivi’. Infatti, osservarono che questi bambini possono concentrarsi intensamente su oggetti e persone, rendendoli capaci di lavorare in maggiore profondità. È come se fossero dotati di un ecoscandaglio.  Per attingere più informazioni e per meglio elaborare ciò che ricevono dal mondo. Tale funzionamento giustifica, quindi il bisogno di maggiore tempo. Allo scopo di ‘lavorare’ le informazioni raccolte e rispondere in misura più corretta.

AMIGDALA

Tale profondità è attribuibile ad una porzione del cervello rettiliano: l’amigdala.  È un potente organo che gioca un ruolo importante nel formare la personalità di almeno una parte della popolazione mondiale. Da alcuni  studi sta emergendo che la significativa reattività dell’amigdala è presente anche nell’età adulta. Pertanto, se da neonati l’amigdala è molto reattiva anche da adulti questa caratteristica permane. Come accade a chi da neonato era considerato a bassa reattività.

Lo stesso Kagan afferma “Sono stati i dati dei miei esperimenti a trascinarmi, contro la mia stessa volontà. E a farmi riconoscere che il temperamento possiede una forza maggiore di quanto pensassi o desiderassi credere”. Quanto a dire che il fattore genetico è significativo. A cui non va mai tolto il peso ambientale, culturale e il nostro libero arbitrio. In sostanza, è emerso che “ognuno di noi nasce con un temperamento preconfezionato in larga parte responsabile di quella che sarà la nostra personalità da adulti”.

PERSONE ALTAMENTE SENSIBILI

A partire dagli studi di Kagan, Elain Aron nel 1997 pubblica le sue ricerche sui PAS. I PAS tendono ad essere degli osservatori acuti che guardano prima di parlare o fare. Si organizzano in modo da ridurre al minimo le sorprese. Sono spesso sensibili alle sensazioni ed al dolore. Si sentono in difficoltà se osservati o giudicati sulla loro adeguatezza. Sono creativi ed intuitivi, amano la musica, la natura, l’arte, la bellezza.  Sono maggiormente in grado di differire le gratificazioni rispetto agli estroversi.

A questo si aggiunge che i PAS tendono ad avere un orientamento spirituale e filosofico e non materialista od edonista. Provano emozioni straordinariamente intense, spesso vere e proprie esplosioni di gioia, ma anche di dolore, di malinconia e di paura. Elaborano in maniera profonda le informazioni relative all’ambiente, tanto fisico quanto emotivo. Tendono a notare i dettagli, che sfuggono ai più come ad esempio il cambiamento dell’umore di una persona.

Questi fattori caratterizzanti i PAS sono stati rilevati con la risonanza magnetica funzionale, quindi idonea a studiare un cervello vivente.  Da cui è anche emerso che una PAS dedica più tempo ad osservare un’immagine. Il loro cervello è molto attivo in regioni che stabiliscono associazioni tra immagine e  informazioni conservate ‘in memoria’. Quanto a dire che i PAS elaborano gli input ad un livello più profondo, riflettono più a lungo degli altri prima di esporsi.

CONVIVENZA TRA INTROVERSI ESTROVERSI ED ALTAMENTE SENSIBILI

“ L’incontro di due personalità è come il contatto fra due sostanze chimiche: se c’è reazione, entrambe si trasformano”  Questa frase di Jung è l’auspicio della Cain, la quale dedica una parte del suo libro alla ricerca di una sintesi tra tipologie umane. Se introversi ed estroversi sono il polo nord e il polo sud del temperamento come andare d’accordo? Lei sottolinea che i due tipi, pur apparendo così diversi, si attraggono spesso.  Uno paga le bollette, l’altra organizza i pomeriggi di gioco coi figli; uno tende ad ascoltare, l’altra a parlare.

UNA STORA PER AIUTARE

              C’è un cobra di un villaggio bengalese a cui piaceva mordere i passanti, un giorno uno swami, un maestro spirituale, convinse il serpente che mordere è sbagliato. Il cobra giura di non farlo più. In breve tempo, però i bambini del villaggio smettono di aver paura di lui e cominciano a bistrattarlo. Ridotto a uno straccio, il cobra va dallo swami per lamentarsi: guarda come sono conciato per aver mantenuto la promessa. “Ti avevo detto di non mordere, non ti ho detto di non sibilare”

 

Attraverso la storiella del cobra, la Cain ci suggerisce una possibile soluzione alla domanda posta. Nella sua visione c’è la possibilità di trovare uno spazio comune di conoscenza reciproca da cui partire per con-vivere. Smettendo di accusarsi gli uni con gli altri, per comprendere che il comportamento assunto è risultante dal temperamento con cui si nasce. Però facendo attenzione a non ‘nascondersi’ dietro la tipica frase ‘ma io sono così’. Se il temperamento, le fondamenta della casa, è difficilmente modificabile, è vero che sulla personalità si può intervenire. Se la personalità è l’edificio, allora ognuno può almeno in parte intervenire per trovare una reciproca soddisfazione nello stare insieme.

Non celandosi dietro il proprio mutismo, tipico degli introversi ed altamente sensibili, dinnanzi agli sfoghi rumorosi degli estroversi. E non pretendendo,  da parte di questi ultimi, che siano tutti disponibili a presenziare a feste ogni giorno della settimana. Trovare un terreno comune può significare essere quel cobra che,  pur smettendo di mordere, ricorda benissimo di poter sibilare. Il sibilare è il poter comunicare all’altra persona le proprie caratteristiche, paure ed anche risorse. Tutto ciò per essere veramente ciò che si è, senza costringere nessuno ad obbligarsi ad essere ciò che non è.

Per approfondire Ipersensibilità inserisco alcuni articoli presenti nel sito:

ESSERE IPER-EMPATICI

IL DISORIENTAMENTO NASCE DALLA PERDITA DI PERCEZIONE, CENTRATURA E CONFINI

L’IMPRONTA CHE RENDE RICONOSCIBILI

LA VIA DEL CORPO PER APPRODARE ALL’AUTOSTIMA

AUTOSTIMA SI INTRECCIA CON LA FIDUCIA

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